Vanatrú in Italia: Intervista a Ylenia Oliverio

Inauguriamo “13 Domande” con l’intervista a Ylenia Oliverio, archeologa, autrice di libri sulla tradizione Norrena e fondatrice del “Bosco di Chiatri”, associazione Politeista che ha l’obiettivo di diffondere il culto Vanatrú in Italia.

Ciao, Ylenia. Ci parleresti un po’ di te e delle tue attività?
Ciao Simone, in sintesi sono un archeologo che si occupa di sviluppo esoterico sul territorio nazionale e non. Con seminari, libri didattici e divulgazioni specifiche si cerca di formare, sulla base del Forn Siðr (Antica Via), streghe di impianto europeo.

Probabilmente in pochi al di fuori dell’ambiente dei movimenti Neo-pagani e dell’ambiente esoterico hanno sentito parlare del Vanatrú. Cos’è per te il Vanatrú e come porti avanti la sua diffusione?
Il Vanatrú Italia è staccato dalla parte del neopaganesimo, noi amiamo definirci “Pagani” (politeisti) poiché il recupero di cui ci occupiamo riguarda qualcosa di già esistito e potente, nulla di “nuovo”; il Vanatrú è la sezione etena del nostro gruppo di ricerca, si basa sul recupero delle fonti storiche ed archeologiche che permettono la ripresa parziale del culto nord europeo Autoctono, Iniziatico e Misterico.

All’interno della tradizione Norrena, e del Vanatrú in particolare, quali sono, se esistono, le rappresentazioni della morte? Ci sono figure divine o semi-divine legate a quell’ambito e come sono viste?
Tutta la tradizione scandinava pone accento sulla morte ed i culti affini. Diciamo che il Vanatrú come portatore della parte vanica del culto ha in sé l’essenza più estrema della morte. Tutte le nostre pratiche si incentrano di base sulla necromanzia europea. Noi non abbiamo semi-deità, ma giganti come forza suprema e principio incondizionato, deità autoctone che in realtà contengono essenza di gigante, spiriti del luogo e vari Vættir di molteplici nature.

Secondo il Vanatrú si può instaurare un rapporto con loro?
Il rapporto è previsto, poiché la nostra stregoneria richiede la presenza di un contatto attraverso la matrice runica per poi svilupparsi sempre più dettagliatamente.

Mi hai parlato di giganti e divinità autoctone e mi sovvengono Hel e Surtr: sono forze alle quali vi rivolgete? Vengono cultuate in qualche modo e a che scopo?
Il Vanatrú Italia ha due importanti ramificazioni: Helpath (sentiero di Hel), con annesse pratiche, e Jötnar Seed, con ritualistiche specifiche. Entrambi i due Jötnar (giganti), Hel e Surtr, ed alcune deità relazionate, sono il fulcro del nostro operato per l’espansione dei processi evolutivi (Ragnarök).

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Hel

Il concetto di aldilà è presente nel Vanatrú? Dove si va quando si muore?
Sì, è presente ed è molto vasto. Ogni tipo di morte ha la sua appropriata parte dell’aldilà. Un suicida, un valoroso, un infame, ecc… tutti avranno una zona specifica del regno della morte. Questa tematica è affrontata già nella stesura del mio primo testo “La Stregoneria dei Vani”: «[…] all’interno delle sale di Hel, oppure nella terra del Valhalla per gli eroi morti in battaglia, nonché gli Einherjar i valorosi di guerra. Per alcuni eteni moderni le anime dei veterani di guerra venivano in parte condotte anche al Sessrúmnir, la sala di Freyja, presso il Fólkvangr. Il Grimnismál (Il discorso di Grímnir) descrive il Valhalla come un edificio con 540 porte e attraverso ognuna di queste possono marciare contemporaneamente affiancati 800 guerrieri. Questo per rendere l’idea della mole del Valhalla e del numero di Einherjar […]».

E’ una dimensione con cui si può entrare in contatto? Come si giunge a queste “terre”?
Noi entriamo sempre in contatto con questa dimensione, sta alla base del nostro lavoro. La stessa pratica base del Seiðr permette la discesa negli inferi, la stessa necromanzia europea sta alla base della runologia di cui ci facciamo sostentamento e di cui siamo i precursori in Italia.

Nel Vanatrú si parla di come prepararsi alla morte, propria o dei propri cari? Esiste un concetto simile alla “buona morte”?
Sta nelle nove nobili virtù. Il vivere degnamente e secondo le direttive della tradizione permette di agevolare il passaggio e di goderne i fasti.

Nella tua esperienza, malattia, morte, lutto sono argomenti apertamente discussi all’interno della comunità di Vanatrú Italia o rimangono qualcosa per lo più di intimo? Esiste una condotta “tradizionale” per accompagnare i malati e i morenti verso il fine vita?
Noi insegniamo ai ragazzi le antiche pratiche per sostenere il trapasso. Molti di loro le hanno messe in pratica, molti hanno affrontato duramente degli step della loro vita e con l’aiuto reciproco ed il confronto sono riusciti a vincere il tabù doloroso che accompagna ogni perdita.

Andiamo un po’ più sul personale, se ti va di rispondere. Qual è il tuo rapporto con la morte?
Ci convivo. Sin da bambina sono stata immersa e costretta a sopportare momenti di estremo dolore e di estrema perdita, potevo scegliere se farmi occultare dalla morte, oppure conoscerne il volto. Ho scelto la seconda.

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Surtr

Pensi mai alla tua morte e come te la immagini? Hai paura di morire?
Ci penso sempre. Non ho paura, so di morire come moriremo tutti, chi prima chi dopo. Conosco la mia condotta e non temo nessuna fine.

Rispetto a quanto appena detto, personalmente ti stai preparando e come?
Ho un progetto e farò in modo di portarlo fino alle pendici del grande castello di Hel. Formo streghe e vivo di stregoneria. Questa la mia preparazione.

Siamo al momento dei saluti e alla fondazione di quella che sarà una nostra tradizione: ti va di congedarci nominando o citando un’opera d’arte che ami il cui tema sia legato alla morte?
«Lei ricorda lo scontro
primo nel mondo
quando Gullveig;
urtarono con le lance
e nelle sale di Hár
le dettero fuoco:
tre volte l’arsero,
tre volte rinacque,
e altre tre volte,
ma ancora è in vita!

“Splendente” le misero nome:
dovunque venisse nelle case
indovina esperta in profezie,
dava potere alle magiche verghe;
incantò, dovunque poteva,
incantò i sensi,
sempre era la delizia
di spose malvagie.»
(Völuspá – La profezia della veggente, dall’Edda Poetica, traduzione di Stefano Mazza)

Grazie mille per la tua disponibilità e il tuo tempo, Ylenia.

Per chi volesse approfondire gli argomenti Vanatrú, etenismo e Stregoneria Nord-Europea come portati avanti dal “Bosco di Chiatri”, qui di seguito alcuni link utili:

La pagina ufficiale
https://www.facebook.com/IlBoscoDiChiatri/

La collana editoriale:
https://www.facebook.com/lastregoneriadeivani/

Il sito ufficiale dove poter informarsi adeguatamente sulle tematiche generali del culto
http://vanatru.it

 

Crediti per le immagini utilizzate:
Ingresso a Helheim (immagine di copertina) – autore anonimo
Hel – Federica Costantini
Surtr – Andrea Guardino

 

 

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